Rigel & Rigel:
ernia del disco
Roma centro.

PROFESSIONISTI CON SPECIALIZZAZIONE CHIROPRATICA

L’ernia del disco intervertebrale

Oggi giorno si sente spesso parlare di ernia del disco. Il disco in questione è una forma di giunto elastico tra due solide vertebre adiacenti. Questo disco intervertebrale conferisce una certa mobilità tra le parti in tutte le direzioni.
Tutti i meccanismi, con il tempo o andando oltre certi parametri fisici, sono soggetti a rotture. La più comune manifestazione di questo cedimento strutturale è la formazione di un bozzo (ernia) sulla parte perimetrale del disco. Se la parte estromessa o espulsa capita in una zona riservata al passaggio del sistema nervoso questo provoca dolore e non solo. Il fatto che oggi il disco intervertebrale viene spesso incriminato come causa di malanni o peggio, non è perché i dischi si rompono più di prima ma perché grazie ad una diagnostica facilitata e precisa come la risonanza magnetica si possono individuare precisamente anomalie dei dischi intervertebrali. Prima della diffusione di questa nuova generazione di apparecchiature per la diagnostica per immagini l’identificazione di un ernia discale era incerta, approssimativa, invasiva e spesso spettava ad una visione a cielo aperto effettuata dal chirurgo per darne conferma.
Prendendo atto che tutte le ernie del disco non generano precisi sintomi, né sono di immediata significanza clinica, l’importanza di questa rottura all’interno dell’intricato alloggio del midollo spinale, deve essere studiata da diverse angolazioni. Per dirne una, la differenza di un ernia “buona” da quella “cattiva” non dipende nemmeno dalla grandezza! Perciò?

Perciò bisogna prendere in considerazione quattro conseguenze che l’ernia può determinare, prendiamo come esempio quella più comune, l’ernia del disco lombare (L4-5, L5-S1)
1) La maggior parte vengono rivelate per dolore costante o intermittente nella parte bassa della schiena che può scendere al gluteo, alla gamba, alla parte laterale del polpaccio, ecc. A volte accompagnato da intorpidimento e debolezza, reazione di contrattura muscolare (colpo della strega) ecc. Perciò si presenta come una problematica funzionale, dolore acuto e parestesia.
2) La situazione è clinicamente più grave quando l’intralcio del disco deformato preme sul nervo di trasmissione motoria. In questo caso le conseguenze possono essere di un deficit di qualche muscolo o riflesso neurologico relativo al nervo afflitto. Trattato in tempo o perché trattasi di una lesione minore il deficit neuro-muscolare per la maggior parte dei casi è transitorio. Però in tutti i casi, quando è presente il deficit, in qualche misura c’è il rischio di una invalidità permanente! Perciò questo tipo di manifestazione (ernia del disco) va seguita con particolare attenzione.
3) Molto più insidiose sono le ernie di effetto spino-viscerale. Ad esempio un ernia dorsale può essere responsabile per riflesso di dolori cronici addominali. Un altro esempio è quello che si manifesta nei casi più gravi di ernia lombare dove la conseguenza del conflitto neurologico incide sull’intestino e la vescica; causando incontinenza urinaria e la perdita del controllo intestinale.
4) L’ultimo aspetto del problema riguarda quanto incide l’ernia vertebrale sulla qualità della vita quotidiana. Se la condizione, al momento attuale ha fatto sì che siano compromesse le abituali attività quotidiane e se il grado di malore impone mal umore e tristezza la situazione è grave. Ci sono poi le considerazioni per quanto riguarda il futuro. Conclusione! Se hai avuto motivo di scoprire un’ernia del disco, vuol dire che devi farla valutare da un professionista qualificato.

Poiché le informazioni riguardanti la condizione, le cause, le conseguenze e la cura dell’ernia del disco sono ampiamente illustrate su internet, presumo che il lettore che ha cercato questo argomento su un sito di chiropratica non cerchi le informazioni base ma voglia sapere se tale condizione rientri nelle competenze del chiropratico e con quali prospettive.
Il presupposto (principio) della chiropratica è che un difetto biomeccanico del complesso vertebrale può interferire sull’equilibrio neuro fisiologico dell’organismo. Nel contesto di questo principio l’ernia del disco rappresenta un difetto biomeccanico gigantesco e di conseguenza i chiropratici si sono sempre adoperati al fine di trovare una soluzione senza farmaci e chirurgia, tra l’altro con notevole successo.
L’obiettivo del chiropratico è di individuare e identificare il difetto e di rimuoverlo. Questo avviene attraverso manovre manuali con tecniche specifiche che variano secondo il caso, la rieducazione del paziente e consulenza sullo stile di vita da adottare.
T.E.R.

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